giovedì, 03 luglio 2008,21:58
Come in Basic Instinct. Lei era dislessica e pronunciava soltanto consonanti. Infatti il titolo del fil era Basicale Insetinocitene (in vendita senza ricetta).

Scusate. No. Da capo.

Come in Basic Instinct. Torno a casa, lei è prona sul frigorifero con quell'affare d'acciaio che serve a infilare bocconcini di carne intervallati da goduriosi pezzi di peperone. E' lì, ricurva, in pole position, che se la prende col ghiaccio del minicongelatore contenuto nel minifrigorifero. Lo picchia, lo sventra, lo modella, lavora bene bene. A differenza di Basic Instinct non vuole sedurre, vuole soltanto togliere un iceberg che ostruziona il passaggio nel minicongelatore ai miei minicornetti (gelati, si capisce). Lavora, fatica, suda. La pelle si arrossa. Io comprendo il messaggio. Un messaggio molto basic ma molto lontano da quello di Sharon Stone. Prendo una birra che rischia il surriscaldamento, mi piazzo sul divano e ordino di pulire con la stessa foga (foga) anche pavimente e poltrone...che poi forse...ma solo forse...
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Link | categoria:vita, storia, esperienza, pornografia
domenica, 29 giugno 2008,15:26
- Dovrei comparmi un navigatore satellitare.
- Ormai ce ne sono per tutti i gusti. Alcuni hanno anche servizi aggiunti. Il mio, ad esempio, ti trova i bar e pizzerie nella tua zona.
- Mica male.
- Se non ti fa paura spendere, puoi anche portarti a casa un navigatore che ti segnala le ultime tre feste dell'Unità ancora in programma.
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Link | categoria:politica, vita, bar
giovedì, 26 giugno 2008,15:59

Questo sopra è Aki Kaurismaki. Ecchissenefrega, ok.
E' un regista finlandese. Ecchissenefrega, ok.
Uno dei miei preferiti. Ecch...veramente?...Comunque, ecchissenefrega.
Oggi ho visto Vita da boheme. Ecchissenefrega.
Questo un dialogo in un ristorante. Un uomo entra, si siede vicino ad un altro che aspetta il suo piatto. Arriva la cameriera.
- Due mezze trote per favore.
- Subito signore.
(il vicino di sedia interviene) - Un'ordinazione piuttosto stravagante.
- No, al contrario. Ho calcolato che in questo modo si ottiene in media un quarto di trota in più di quando se ne ordina una intera.

Arriva la cameriera con il piatto del primo avventore.
- Molte grazie.
- E le mie mezze trote?
- Sono spiacente ma sono terminate. Il signore ha ordinato l'ultima.

- Scusi, posso avere l'onore di dividere questo piatto con lei?
- Ci mancherebbe caro signore, non deve privarsene per me.
- Vuole che mi privi del piacere di mostrare la mia amabilità?
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Link | categoria:cinema, vette inarrivabili
mercoledì, 25 giugno 2008,14:20
Quattro troie hanno detto che si sarebbero spogliate in caso di vittoria agli Europei di calcio della nazionale italiana.
Dico quattro per fare cifra tonda, potrebbero essere di meno, come di più. Questo è un blog impreciso. Poi, veramente, non tutte si sarebbero 'gnudate solo in caso di vittoria. Alcune avrebbero mostrato il colon anche in occasioni di pareggi con gol, di sconfitte immeritate, di rigori sbagliati,  di partite con almeno due passaggi di fila azzeccati.  Strane congiunzioni astrali hanno così dato il largo, come riportano autorevoli organi di informazioni, ad una sorta di zoccola-pride le cui proporzioni sono ancora tutte da valutare.
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Link | categoria:pensieri, sport, storia, informazione
lunedì, 23 giugno 2008,14:50
Quello che segue è lo stesso identico post del 24 maggio scorso.  Ho aperto a casaccio una pagina del blog, la nove mi sembra, e ho copiato ed incollato. Mi ha dato l'ispirazione una replica odierna della Signora in giallo, Jessica Fletcher. Volevo vedere se anche io ero in grado di allestire un palinsesto estivo.


- Dottore, dottore...
- La prego non inizi così che sembra una barzelletta.
- Scusi.
- Da capo.
- Sì, va bene: ho la bua.
- Ha anche 30 anni, sia gentile. Ricominci.
- Se le ricorda le mezze stagioni lei?
- Sia un pizzico più circostanziato.
- Devo ricominciare da capo?
- Esatto.
- Luigi...
- No.
- Professore...
- No.
- Luminare...
- No.
- Maestro...
- Mi dica.
- E' stata dura sa...
- Lo posso immaginare, non sono in molti quelli che riescono ad azzeccare la password. Lei è stato bravo.
- E a chi non ci riesce cosa succede?
- Prescrivo solo supposte al sapore di cetriolo.
- Come lo sa che hanno il sapore di cetriolo?
- ...
- Perchè è Maestro, certo.
- Non peggiori la sua situazione.
- No, infatti. Dunque, volevo parlarle del mio problema.
- Dimmi. Scusa se ora ti do del tu, ma sai, un dottore deve sempre entrare in intimità con il proprio paziente.
- Dunque...cioè...uff, che caldo che fa, ma non intendo spogliarmi. Non più. Oddio la prego che voleva dire con questa frase? Me lo dica sono già abbastanza nervoso di mio. Sia subito esplicito, non giriamoci intorno, devo sapere.
- Ti do tre mesi di vita.
- Hhhhhhhhhhhhhh.
- Non sbiancare sto scherzando. Eh eh.
- Occristo, ma sono scherzi da fare?
- Hai ragione ma se lo dico a un vecchio poi mi muore qua.
- ...
- E poi devo spiegare tutto ai parenti, ai carabinieri. E magari devo pure chiamare quelli delle pompe funebri e poi...
- Ho capito, ho capito.
- Mettiamoci che sono frasi che uno come me vorrebbe dire col volto tirato come si vede in tivì, almeno una volta nella vita. Avevo il volto tirato?
- Ero, guardi...sì. Sì, aveva il volto tirato.
- Perfetto. Stai tranquillo, con intimità io intendevo proprio intimità. Sono un professionista, cosa credi.
- Passiamo oltre. Senta sono venuto da lei soltanto perchè ho il torcicollo.
- Ce n'hai messo di tempo per dirmi il problema.
- ...
- Dimmi di più.
- Mi fa male il collo. Mi giro a scatti come il cubo di Rubik. Stamani volevo guardare l'alba ma quando mi sono voltato era già mezzogiorno.
- Ho capito.
- Bene. Cosa posso fare?
- Tu vai su Second Life?
- Dottore...
- Rispondi.
- Sì.
- Ci siamo, ragazzo. Ci siamo. Non sei abituato a volare, avrai preso una frescata.
- Una frescata? ma si può dire frescata? Cosa sta scrivendo, scusi?
- La tua ricetta. Allora: niente Second Life per 15 giorni. Oppure solo accompagnato da un tutor.
- Scusi la franchezza ma...
- Aggiungo le supposte?
- Niente Second Life. Perfetto.


Perfetto, ci sono riuscito. La mia prima replica estiva è andata bene. Mando il curriculum in Rai.
sabato, 21 giugno 2008,14:08

Ma sono soltanto uscito a comprare le sigarette...

Sigarette un cazzo.

...

Pensi che io debba credere a tutto?

A me sì...

Sei un uomo, si vede. Non ti credo, non ti ho creduto.

Mi hai sposato.

Cosa c'entra adesso.

E così hai cambiato le chiavi di casa...

Sì, in quello che era il tuo letto c'è un altro uomo, il secondo da quando te ne sei andato. I tuoi figli sono da tua madre. La televisione in garage, e quella merda di carta da parati è nel cestino.

Tutto questo nei dieci minuti in cui sono stato fuori a comprarmi le sigarette?

Esatto. Sei un uomo, potevi non tornare. Come faccio a fidarmi? E se non tornavi? E se mi lasciavi sola con due figli e quella carta da parati? Eh?

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Link | categoria:pensieri, vita, storia
giovedì, 19 giugno 2008,22:44
Si arriva alla consapevolezza di essere maturi in pochi attimi. Prendi decisioni importanti, come quella che ho preso io, nel giro di un minuto. Ebbene, non litigherò più con la mia ragazza.
Non posso permettermelo. I miei hanno trasformato in studio quella che era la mia camera. E mia sorella ha scelto di tinteggiare le pareti di rosa.
L'amore trionferà, dunque.
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Link | categoria:pensieri, donne, vita, casa, storia, saggio
martedì, 17 giugno 2008,18:20
E' un limite del carattere, lo ammetto. Non sono mai riuscito ad essere veramente bastardo come avrei voluto. Da adolescente, soprattutto, guardavo e ammiravo gli altri che gettavano con un sorriso beato e l'occhio appuntito manciate di breccia e terra nei serbatoi dei motorini.
Oppure quelli che si nascondevano dietro una siepe per lanciare a tutta forza castagne in faccia ai vecchi che si facevano la passeggiata digestiva.
Tutta un'altra categoria. Non ho mai nemmeno superato la mia prova di iniziazione. Che a dispetto delle bastardate era semplice, almeno nel concetto: tema a piacere. Il gran senato si riuniva, appoggiava o meno la proposta del candidato e, al limite massimo, poteva controproporre una prova. Quasi mai si è arrivati alla controproposta. Nemmeno nel mio caso. Perchè mi presentai fiero e tronfio con l'idea, non certo originale, di bucare le gomme di un'auto.
Proposta ascoltata ed accolta nel breve intervallo che va dall'inserimento delle 500 lire nel biliardino alla cascata delle palline.
Tremando mi presentai con taglierino, forbici e coltello al parcheggio prescelto. Manco a dirlo sapevo con certezza che da lì non sarebbe passato nessuno per la prossima mezz'ora. Quindi, per farla breve, mi diedi da fare. Feci quello che dovevo e poi chiamai uno dei senatori.
Venne, constatò e tornò di corsa dagli altri. Lo seguii. Venni insultato per tutta l'estate. Controbattevo ai loro poco diplomatici "mongolo" con un "tecnicamente...". Non sono mai riuscito a finire la frase. Lo faccio oggi:

Tecnicamente, bucare la ruota di scorta di una jeep (stando attento a non rovinare la custodia di plastica, ma aprendola con scrupolo) è quel che si dice "bucare una gomma". Ecco, io ho bucato una gomma. Non chiedo danni, o tanto meno di ridiscutere la mia ammissione nel "gruppo". Chiedo soltanto che venga constata la buona volontà e l'effettivo svolgimento del mio compito.
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Link | categoria:vita, storia, auto, esperienza
martedì, 10 giugno 2008,22:12

Uhm

Ehi!

Uhm.

Ehi!

Uhm.

Ora basta.

Signora lei è una cafona.

Lei un maniaco.

Sono solo un povero cieco.

Siccome è cieco devo farle toccare le tette?

Ho imparato da poco a leggere in brail, devo rileggere più volte ogni cosa.

 

E c’è scritto quanto è stronzo, per caso?

No, volevo capire chi avevo di fronte. E visto che sono logore pensavo fossero “tette di cortesia”, un “manuale di studio”, una dispensa.

Stronzo.

Non farebbe a cambio con me.

Cosa c’entra?

Non la impietosisco?

No.

Ma sono cieco.

E’ anche stronzo.

Sono una vittima. E poi ho sentito che si impara meglio seguendo le proprie passioni. La mia sono le donne, quella di uno che conosco il calcio.

Quindi?

Provi lei a leggere il numero della maglia di quello che corre lungo la fascia.

 

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Link | categoria:donne
domenica, 08 giugno 2008,22:52
- Ah, le città d'arte. Passeggi tra i monumenti, poi ti perdi per i vicoli ricchi di storia, e alla fine ti fermi per un aperitivo in emeroteca e poi un boccone in pinacoteca.
- Come t'invidio.

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Link | categoria:pensieri, arte, cucina