sabato, 25 ottobre 2008,16:05

Magari qualcuno la ribattezzerà “slow life”, ma sulla Xxxxx sarà senz’altro più facile sentir dire: “piamola con calma”. Per forza, perché se è vero che il limite a 50 km orari già c’era, è altrettanto vero che nessuno lo rispettava. Ora ci sono i vigili elettronici, autovelox fissi a bordo carreggiata che costringono gli automobilisti, con lo spauracchio di multe salate, a frenare, e fissare la velocità sui 50km orari. Misura stabilita decenni fa, per automobili di vecchia, anzi, antica generazione, e che oggi crea una sorta di serpentone per i chilometri in cui l’occhio dei vigili elettronici è puntato sul centro strada.

Da un giorno al nuovo le auto hanno preso a sfilare nel rispetto dei limiti, e percorrendo quel tratto di Xxxxx sembra di andare alla moviola. I fuoriserie uggiolano e gemono non riuscendo ad andare oltre la terza marcia con un filo di gas; ci si può perfino stupire nel trovarsi a lato strada una palazzina. Un negozio nuovo. E questo? Da dove sbuca?

C’è tempo, e modo, anche di guardarsi intorno.

Ci si vede arrivare contro un punto verde che pian piano inizia a prendere forma. Le sembianze di un’auto. Con dentro una signora che tira nicotina dalla sigarette. A 50 chilometri orari si vede tutta la tirata. Non si riesce invece a stabilire una conversazione con chi ti arriva nell’altro lato di strada, ma siamo lì. A questa velocità, il consumo di benzina indicato sul computer di bordo è una vera consolazione. Praticamente irrisorio. A 50 chilometri l’ora ci si imbatte anche in giovani annoiati, con la mano poggiata sulla guancia, a sorreggerla, aspettando la fine del tratto sorvegliato, o a pensare cosa sarà di questa giornata.
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martedì, 17 giugno 2008,18:20
E' un limite del carattere, lo ammetto. Non sono mai riuscito ad essere veramente bastardo come avrei voluto. Da adolescente, soprattutto, guardavo e ammiravo gli altri che gettavano con un sorriso beato e l'occhio appuntito manciate di breccia e terra nei serbatoi dei motorini.
Oppure quelli che si nascondevano dietro una siepe per lanciare a tutta forza castagne in faccia ai vecchi che si facevano la passeggiata digestiva.
Tutta un'altra categoria. Non ho mai nemmeno superato la mia prova di iniziazione. Che a dispetto delle bastardate era semplice, almeno nel concetto: tema a piacere. Il gran senato si riuniva, appoggiava o meno la proposta del candidato e, al limite massimo, poteva controproporre una prova. Quasi mai si è arrivati alla controproposta. Nemmeno nel mio caso. Perchè mi presentai fiero e tronfio con l'idea, non certo originale, di bucare le gomme di un'auto.
Proposta ascoltata ed accolta nel breve intervallo che va dall'inserimento delle 500 lire nel biliardino alla cascata delle palline.
Tremando mi presentai con taglierino, forbici e coltello al parcheggio prescelto. Manco a dirlo sapevo con certezza che da lì non sarebbe passato nessuno per la prossima mezz'ora. Quindi, per farla breve, mi diedi da fare. Feci quello che dovevo e poi chiamai uno dei senatori.
Venne, constatò e tornò di corsa dagli altri. Lo seguii. Venni insultato per tutta l'estate. Controbattevo ai loro poco diplomatici "mongolo" con un "tecnicamente...". Non sono mai riuscito a finire la frase. Lo faccio oggi:

Tecnicamente, bucare la ruota di scorta di una jeep (stando attento a non rovinare la custodia di plastica, ma aprendola con scrupolo) è quel che si dice "bucare una gomma". Ecco, io ho bucato una gomma. Non chiedo danni, o tanto meno di ridiscutere la mia ammissione nel "gruppo". Chiedo soltanto che venga constata la buona volontà e l'effettivo svolgimento del mio compito.
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giovedì, 12 luglio 2007,12:48
Io volevo solo affittare una macchina.

- Qui dice che serve la carta di credito per affittare la macchina.
- Qui dove?
- Qui.
- Vedo.
- Io non ce l'ho.
- Nemmeno io.
- Avranno sbagliato a scrivere.
- ...
- Sono sempre troppo netti, magari a chiamarli vedi che non è così.


Driiiiiiiiiinnnnnnnnnnn (Hanno ancora il vecchio telefono questi del numero verde).
- Vado in Spagna, ho prenotato il volo, ora mi serve l'auto.
- Può prenotare online se vuole.
- Sì, c'ho provato. Mi dice che vuole la carta di credito.
- Esatto, carta di credito, minimo 25 anni e patente da almeno un anno.
- Non ho la carta di credito, posso farmela prestare.
- Deve essere intestata a lei.
- Per forza?
- Sì.
- Sicuro?
- Sì.
- Come faccio?
- Può provare ad aprirne una.
- Altrimenti?
- Non c'è niente da fare.
- Ah.
- Buongiorno.

Chiamo l'agenzia Hertz vicino casa.

- Devo affittare l'auto in Spagna ma non ho la carta di credito.
- Ah ah.
- ...
- Quando parte?
- Meno di un mese.
- Allora...
- Come faccio?
- 'N c'è verso.
- Sicuro.
- Può provare ad andare lì e corrompere il noleggiatore.
- E' serio?
- Non so, provi.
- LEI, dico, LEI sta dicendo sul serio?
- Sì, ma mica corrompere corrompere. Un po', solo per prendere l'auto.
- ...
- Dove va in Spagna?
- Andalusia.
- Ah ah.
- Senta, per piacere...
- Potrebbe...
- Cosa??
- In Andalusia potrebbe affittare un bel cavallo, come Don Chisciotte. Ah ah ah.
- Crepa.

Corro dalla signora gentile che mi ha aperto il conto corrente.
- Ho un grosso problema. Devo affittare una macchina e mi serve per forza la carta di credito.
- Ce l'hai un lavoro?
- Parli a bassa voce.
- Mi serve la busta paga.
- Perchè?
- Mi serve.
- Ma le rapine non si facevano da questa parte dello sportello?
- Mentitore, mi serve perchè così facciamo prima, in un mese facciamo tutto.
- Non posso aspettare un mese.
- Era la strada più breve, comunque posso informarmi.
- Mi farete sapere, sta per dirmi questo? E' così dunque?
- Le faremo sapere.
- Ogni tanto mi serve qualcuno che mi dice "le faremo sapere", altrimenti corro il rischio di placare la rabbia.

Mi volto e faccio per uscire. Lo sguardo si ferma su un tipo col cappellino calato sugli occhi. Giocherella distratto con una pallina da baseball, e respira profondamente. Ha l'aria triste, fermo lì sul divanetto, abbandonato tra gli opuscoli di nuove offerte.

La signora gentile, (d'ora in avanti Vecchia Baldracca) ha seguito il mio sguardo e dice:
- E' nella tua stessa situazione. Unite le forze.
- Unite le forze? Che significa?
- Unite le forze.

Mi avvicino al divanetto, e più mi avvicino e più mi sembra di vedere in quell'uomo un qualcosa di familiare. Però è girato, giocherella con la pallina da baseball e non riesco a riconoscerlo.
- Zio Franco?
Tento l'approccio. Ma questo fa di "no" con la testa, senza voltarsi. Vedo soltanto i suoi capelli castani che si muovono. Anche se ha il cappellino noto che non sono ben curati. Guardo verso la Vecchia Baldracca, in cerca di una spiegazione. Lei mi segue con la coda dell'occhio. Piega in alto, quasi impercettibilmente, l'angolo destro della bocca. Poi continua a negare in maniera molto professionale qualcosa ad un signore che era in fila dopo di me.
- Chi sei?
Si volta verso di me. Lentamente. Mi guarda fisso negli occhi. Ha la barba lunga di una settimana almeno, le occhiaie pesanti, e anche se non parla arrivano forti zaffate d'alcol.
- Jack Daniels, amico.
- Che...come...come...
Sogghigna, abbassa lo sguardo. Ha dovuto spiegarlo troppe volte. Poi capisco. Mette la pallina da baseball davanti al suo naso, la toglie e sorride.
- Ho capito chi sei. Tu sei Kevin Costner.
- Jack Daniels, amico.
- Si va bè, ho capito che sei ubriaco, ma sei anche Kevin Costner.
Kevin torna a giocherellare con la pallina senza aggiungere altro. Poi si alza ed esce. Lo seguo. La Vecchia Baldracca ci accompagna all'uscita con lo sguardo di chi la sa lunga mentre rifiuta un prelievo ad una vecchia.

- Senti, fermati un attimo, abbiamo fatto un chilometro e non hai aperto bocca se non per ruttare.
- Jack Daniels, amico.
- Ho capito, cazzo. Andiamo al bar, ti offro una limonata.
- No.
- Cedrata?
- No.
- Un bicchiere di spuma?
- No.
Almeno sono riuscito a farmi dire qualcosa che di diverso da "Jack Daniels", e soprattutto da "amico".
- Che ci fai qui?
- Volevo affittare per due settimane una troupe e delle cineprese per girare un film in Spagna. La Vecchia Baldracca mi ha detto di no, aggiungendo che stamani avrei avuto compagnia.
- Allora...
- Parlo io. Ascolta. Siccome non ho più la carta di credito mi ha riso in faccia. E quindi ti ho aspettato seduto sul divanetto.
- Perchè?
- L'ha detto la Vecchia Baldracca.
- Scusa la curiosità. Ma che film volevi fare?
- Non sarebbe propriamente questo il nocciolo del discorso.
- Lo so, ma sono curioso.
- Indovina.
- Oh, no Kevin. No. Un altro merdoso film sul baseball?
- Si, amico.
- Ma dai, ma via, per piacere. Hai 60 anni, basta. Ne hai azzeccato uno solo di film sul baseball, quasi 20 anni fa.
- Lo so, ma questa volta avevo la storia buona.
- Non dire cazzate.
- E' vero. Avevo la storia giusta.
- La tua è un'ossessione. Smettila. Vai in analisi.
- Volevo fare un film a Gardaland sui tronchi che scivolano a tutta velocità sull'acqua. Hai presente?
- Già l'hai fatto pure quello.
- Sì, ma a Gardaland avrei risparmiato sul budget.
- Ti hanno rifiutato la proposta?
- Esatto.
- E sei tornato alla carica per il baseball. E col Jack Daniels.
- Esatto, amico.

Passano cinque minuti di solo silenzio. In lontanza si sente soltanto il russare di un operaio del Comune che supera per brio e potenza il canto delle cicale.

- Perchè ci siamo incontrati Kevin? Perchè io e te?
- Anche tu vai in Spagna.
- Sì. Ma tu come ci vai? Non hai una lira. Io almeno l'aereo l'ho prenotato, poi cercherò di corrompere il noleggiatore e...
- Non farmi ridere Mentitore.
- Che?
- Con chi credi di andare in Spagna?
- Con la mia ragazza.
- Ah ah ah ah ah ah.
E' la risata più catarrosa che abbia mai sentito. Sputa, un grumo di tabacco misto a Jack Daniels, lo pesta, e urla "Quarta baseeeeeeeeeeeeeeeeeee". Poi torna in se. Mi guarda e dice:

- Mentitore, quale ragazza? Sei tu il pazzo qui. Non io.
- Guarda che stiamo di nuovo insieme.
- Bla bla bla. Non dire cazzate, hai perso tutti i capelli, è ora di lasciaresi alle spalle l'adolescenza.
- Fatti i cazzi tuoi.
- Sbatti i piedi come un bimbo. Io sono Kevin Costner, e sono qui per dirti la verità: non hai nessuna ragazza, ti sei costruito questa verità parallela. E non hai nemmeno la carta di credito. La donna ti ha lasciato, e hai due biglietti per la Spagna. Uno per te, e uno per me.
- ...
- Andremo in Spagna insieme.
- Sì. Va bene. Faremo come dici tu. E una volta in Spagna? Come ci muoviamo?
- Non ci affitteranno la macchina senza carta di credito. Quindi andremo da un maniscalco, chiederemo di un affittacavalli. Non dirmi che non sai cavalcare, lo so, ma ti insegnerò tutto io.
- Mi insegnerai tutto tu.
- Sì, amico.
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giovedì, 05 luglio 2007,23:49
In città sono arrivati 4000 scienziati da ogni parte della terra. Si sono riuniti per risolvere i problemi di inquinamento del mondo intero. La cerimonia d'apertura ha avuto qualche ritardo perchè ogni scienziato è arrivato con la propria macchina.
lunedì, 18 giugno 2007,21:35
Il fatto è che questo post probabilmente l'avranno scritto in decine di centinaia prima di me e altrettanti lo faranno dopo. Si capisce l'età nel mondo blog da queste cagate-post che tutti prima o poi partoriscono. Dipende da quanto tempo sei un blogger. Un pò come si capisce l'età delle piante dai cerchi nel legno (questo lo scrivo per far vedere che non sono rimbecillito... poi magari viene fuori che ho torto e da lì si smonta la teoria del post che andrò ad elencare in seguito. Meglio non perdersi). Proseguo. Per dire sostanzialmente che una volta entrato nel meccanismo ludico internettiano quando cammini per strada e vedi che un signore distinto inciampa allora sgrani gli occhi, ti freghi le mani e ti annoti mentalmente (o con carta e biro se sei in vacanza e devi prendere appunti per la settimane che passi alle Maldive, o Rimini che sia) l'aneddoto che finirà sul tuo cazzo di blog appena tornato a casa. E' triste ma è la realtà. Non vorrei essere scambiato per Nostradamus (cioè per il primo alcolizzato di successo) ma è possibile che nel futuro qualcuno faccia lo sgambetto ad un passante per dire sul suo blog "oggi un signore distinto mi è caduto tra le braccia. Cosa vorrà dire? Sta cadendo il modello capitalista?". Andiamo avanti.
La cosa peggiore che può succedere in questi casi, quelli attuali e non futuristici, è l'incontro fortuito di due blogger. Oggi quello dietro di me al semaforo è stato tamponato da un ragazzo in motorino. Sono scesi e hanno iniziato a spiegarsi. Nessun danno fisico, pochi quelli meccanici. Finita qua. Se invece fossero stati due blogger?

- Non è successo niente di grave, ma  'sta cosa la devo scrivere subito nel blog.
- Hai un blog?
- Sì.
- Anche io. Ce lo scrivo io il post.
- Lo faccio io.
- Anche io.
- Chi ti dice niente. Io la faccio nel mio blog, mica nel tuo.
- Vedremo.

E via col duello. Mentre il vigile che assiste allo scannamento (pure lui possessore di blog) rimane in silenzio a guardar scorrere il sangue con lo spigolo destro della bocca che si inarca in un ghigno malefico di potere e diabolico compiacimento. Poi in serata, rileggendo il suo post si domanderà "avrò fatto bene a provocare due morti per un blog?".
Siccome avrà 100 commenti di 100 persone diverse dirà: "Cazzo se ho fatto bene".


Il post si chiude qui anche se avevo scritto un "Ma" grosso così e non avevo continuato per andare a rispondere al telefono (che poi non era niente di che, ma si sa...se trilla trilla e allora ho risposto) e così ho perso il filo del discorso. Comunque credo di aver espresso tutto quello che volevo dire; al caso faremo una seconda puntata. Tanto è estate e la gente può pure leggere cagate nel blog, perchè è estate. E d'estate si può tutto. Perchè, appunto, è estate. E quindi si possono scrivere le peggio minchiate. Buona estate. E non uso il rafforzativo "cazzo", ma, appunto, solamente: buona estate.
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giovedì, 14 giugno 2007,13:39
Perchè?

Perchè continuiamo a spendere soldi per mettere questi segnali? A chi servono?
Sicuramente non servono al cervo, che magari vuole attraversare la strada cento metri più a nord. Ce lo vedete voi il cervo che vede il cartello e dice "ehi, cazzo, stavo per attraversare lontano dal segnale. Meglio che mi avvicini all'attraversamento".
Non servono al vigile urbano che nemmeno nei fim si apposta dietro ad un cespuglio, pizzica il cervo menefreghista e trasgressore che attraversa bel bello la carreggiata. Magari sotto curva. Spunta fuori dal cespuglio (sempre il vigile) e verbalizza la multa, gliela mette tra le chiappe, alzando la coda (ce l'ha la coda vero?).
Non servono all'automobilista che vuole salvare la propria auto dall'incidente, perchè tanto i cervi, si sa, non attraversano mai dove c'è il cartello. Sono quasi peggio dei pedoni.
Non servono agli automobilisti-cacciatori che si appostano a fari spenti sotto curva aspettando il cervo sotto il segnale prima di accelerare a tutto gas. Anche perchè nell'attesa vengono tamponati. E i danni chi li paga? Il cervo? Lo stato?
Non servono agli altri animali. Secondo voi un cervo potrà mai attraversare dove c'è il segnale che disegna la sua figura zompettante sapendo che magari c'è il suo predatore con la pancia vuota che già si frega le zampe aspettando lì? Perchè allora non mettere una fragranza al gusto sangue, e un braciere acceso, penserà l'astuto cervo.
O magari la preda del cervo. Che mangia il cervo di solito? Non lo so, fate conto la murena. Ce la vedete la murena che dice: "anvedi, qui passano li cervi. Mo me scanso".
L'uomo è complice del leone e del cacciatore. L'uomo vuole sterminare i cervi. Non c'è altra spiegazione a questo cartello.
Ma ora dico. A noi automobilisti, che cazzo ce ne frega dei cervi? Non ce l'hanno più nemmeno allo zoo di Pistoia.
Questo cartello sarebbe ipoteticamente utile solo in un caso. Cioè quando i cervi prenderanno la patente e guidando la loro utilitaria vedranno il cartello e lasceranno passare i loro simili, che a quel tempo, saranno sicuramente molto più disciplinati di oggi.
giovedì, 17 maggio 2007,22:32
Sul teletrasporto, e sulle sue applicazioni.
Scenderei a compromessi per averlo. Ci avete ingannato. Io metterei la tutina blu, quella rossa, quella color senape. Io metterei la tutina e mi fare le orecchie a punta. Mi farei la testa a scogliera. Mi farei tua sorella, sì. Me la farei. Perchè voglio il teletrasporto. E a questo punto mi farei pure te. Perchè sono disperato e ho bisogno, veramente bisogno di quel teletrasporto. Mi guarderei Star Treck, che non so nemmeno se si scrive così, ma lo farei. E non cercherò certo su google. Lo guarderei, andrei ai congressi dei fans vestito da bebè, con o senza bavagliola, con quella tutina che mi ricorda Freddy Mercury. Perchè voglio il teletrasporto, voglio teletrasportami. Da qui a lì e viceversa. Voglio evitare di perdere tempo inutile, voglio dire sisisi c'ha ragione Battiato ma non mentre sono in macchina e canto la sua canzone. Perchè se la canto nel traffico allora c'è qualcosa che non va. E infatti voglio il teletrasporto per risparmiare tempo. Che ho fretta, come quel coniglio bianco che corre sempre. Ma poi che fine ha fatto? Chi se l'è magnato? Presto che è tardi. Era tardi.
- Corri su
- Corri dore
- Corri cavallo corri ti prego
- Corri con due r mosce e una gazzosa

Detto ciò, e preso atto che non si trova su ebay un teletrasporto, nemmeno di una marca cinese, vorrei fare un appello.
Signor Meliconi. Signor Meliconi. I miei telecomandi indossano il gusciogomma. Quello che li protegge da incidenti. Una sorta di preservativo, sul quale siamo tutti d'accordo, dalle Alpi alle Ande, dalla A alla Z, quindi dalle Alpi alle Zande. Ma, dicevo, signor Meliconi: me lo fa un teletrasportino? Uno piccolo, anche artigianale. Perchè non vorrei arrivare a dover tentare l'estremo gesto: gettarmi a corpo morto dalla tazza del cesso, battere la testa sul coccio sporco per riuscire ad avere l'immagine del flusso canalizzatore.

martedì, 15 maggio 2007,10:39
 

Ho trovato questo bigliettino sotto il tergicristallo. Per la precisione avevo lasciato il mio mezzo (…) lievemente di traverso. Un po’ di brio,  un po’ di fantasia, mi sono detto. Evitiamo il solito posteggio precisino precisino, usciamo dagli schemi, dalle righe, anche se di poco. Invece no, sono stato richiamato all’ordine. Mi ero soltanto premurato di evitare che qualcun altro mi parcheggiasse dietro, impedendomi l’uscita, se capite cosa intendo.

 

Colto dalla sindrome di telefilm polizieschi mi sono messo a fare un attento esame grafologico. E ho concluso quanto segue: il mittente è donna. Perché:

1-     Un uomo non porta l’agendina.

2-     Un uomo non scrive certe cose, ma potrebbe benissimo prenderti a calci la fiancata dell’auto.

3-     Un uomo se avesse trovato indispensabile scrivere un biglietto avrebbe scritto altro. Insulti alla famiglia per generazioni ad esempio.

4-     Un uomo non usa punti esclamativi.

 

Oh, donna senza fantasia. Hai sofferto abbastanza. Oggi quando tornerò al parcheggio lascerò un bigliettino su tutte le auto con scritto “chi ha detto che non so scopare, lasci un recapito sull’auto di ieri”.

Ti troverò!

Anzi,

Ti troverò.   

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